Ti Uccideremo!

Si, ti uccideremo! Qualunque cosa tu sia, ovunque tu sia nato, creato, sfuggito, qualsiasi movimento economico o sociale tu faccia parte. Possono non crederti ma io intanto preparo la tua lapide con il ricordo della prigione a cui ci hai sottoposto: la libertà di respirare.

Vorrò ricordare, passo per passo, del cambiamento sociale a cui ci hai sottoposto. Nulla sarà come prima. Sarà meglio, peggio o semplicemente diverso, nel frattempo però inizio a segnare, punto per punto, tutto ciò che non tornerà più: la spensieratezza dell’andrà tutto bene.

Emergenza sanitaria nel mentre di quella economica che silenziosamente sta lasciando spazio all’emergenza sociale tra chi, troverà nella disperazione il coraggio di essere felice e chi imparerà l’ostilità, la diffidenza, la rabbia di voler fare senza avere la possibilità di poterlo fare.

Ogni soluzione proposta/imposta avrà sempre un’unica certezza: sarà sempre quella sbagliata! Del resto si sa, è sempre stato più facile contestare anziché sacrificare. Perché per sacrificare-sacrificarsi ci vuole impegno, tanto impegno.  

Siamo stati chiamati alle armi senza che nessuno di noi abbia mai fatto addestramento. Non volevamo lottare, eppure, ci siamo ritrovati sul campo a contare i caduti, a chiamare angeli chi ha trovato la forza di mettere in discussione ogni loro ritorno a casa a fine battaglia.

Abbiamo dovuto imparare l’organizzazione, la pianificazione a lungo termine generando scorte di ogni genere. Abbiamo reso smart ogni nostra attività, per chi l’attività ancora ce l’ha.

Nonostante tutto, per fortuna, c’è chi ha trovato il coraggio di sorridere e ballare sulle note di tormentoni estivi del “non ce n’è covidid”. Beati loro che hanno potuto ballare senza portarsi dentro alcuna croce.

Tra conferme e supposizioni, tra paure e leggerezze, la certezza è che passerai alla storia come la pandemia sanitaria/economica/sociale più grande degli ultimi tempi.

Dal canto nostro continueremo a cercare la verità ed il nostro senso di giustizia di libertà con la consapevolezza che, per quante mascherine ci farai indossare, il potere di ogni nostro sorriso trapasserà ogni possibile barriera.

Trasformeremo questa esperienza in sapere, il senso di sfida in opportunità, la debolezza in desiderio di riuscita, la paura in determinazione.

Ci rialzeremo, come abbiamo sempre fatto, e se davvero la storia siamo NOI, faremo in modo che di noi se ne parli bene come chi, scese in campo si prese  per mano creando una fortezza d’altruismo e desiderio condiviso di riuscita.

E per te, caro Covid, che speri ancora in ogni nostra caduta, inizia a tremare perché noi, ora, abbiamo ritrovato il coraggio di

RIABBRACCIARE LA VITA !

Il mio diario di bordo

Qui ti racconterò di come stracciai una ad una le pagine della mia vita per riscrivere, di mio pugno, la mia storia.

Possiamo essere tutto o niente. Vivere o lasciarci vivere. Non siamo altro che il risultato delle nostre azioni, abitudini e pensieri. È facile essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo, più difficile è, invece, capire chi siamo in realtà per esserlo davvero.

Onorare sé stessi indipendentemente dal sistema, dalla contemporaneità! Questo, il mio mantra da sempre. Del resto, essere uguali a tanti altri è semplice, differenziarsi è tutt’altra storia.

Con gli anni ho imparato a sfruttare ogni fallimento come strategia di crescita personale ed il cambiamento come stimolo di acquisizione di tecniche e nozioni nuove.

Non ho mai smesso di imparare, di mutare, di scecherare la mia vita come fosse un cocktail.  

Ho capito che poter immaginare era qualcosa di meraviglioso, ma quello di poter fare lo era molto di più.

Del resto si sa, “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Tutto il resto è solo propaganda.

Non chiamatelo blog

Questo è un Diario di Bordo di un viaggio interiore volto all’ottenimento della libertà individuale, personale e professionale.

Un racconto, anche seppur semplice, può essere di ispirazione per alcuni e rivelatorio per altri. Allora perché tenerlo chiuso in un cassetto?

Di che cosa parlerò?

Ispirazione, creatività e curiosità contemporanee.

Ciò che imparerò, cadendo, te lo racconterò affinché tu possa cadere con maggiore eleganza della mia.

Tutto il resto lo scoprirai, solo vivendo, o meglio, leggendo.

DA NON PERDERE

Alla fine di ogni articolo ci sarà “cosa mi porto a casa”, punti chiave, insegnamenti, riflessioni, spunti dai quali partire e/o ripartire.

Sono fiduciosa nel pensare che non ti fionderai alla fine di ciascun articolo per leggere il “riassunto”, potresti non riuscire a “tradurlo”. Frasi e concetti senza un’ambientazione perdono di sostanza e significato.

Il Coraggio di essere Felici

Non ho mai amato le presentazioni sterili, per questo, oggi voglio presentarmi raccontandoti della mia scelta di essere felice.

Costantemente ribelle a tutto ciò che si contrappone ai miei principi, al mio senso di libertà.

Non faccio ciò che reputo sbagliato, indipendentemente dal sistema, da chi dice che “devo”  semplicemente farlo. Se tutti vanno a destra, probabilmente, andrò a sinistra.  

Dai primi anni della scuola elementare (oggi primaria) iniziai a scrivere poesie. La reazione fu: “dove l’hai copiata?”. Nessuno credette in me , passarono anni, non smisi mai di scrivere. Con il tempo pubblicai la mia prima raccolta di poesie, venni premiata a concorsi internazionali di poesia e letteratura italiana. Le persone iniziarono a credere.

In prima superiore mi resi conto che l’indirizzo scelto/imposto non rispecchiava ciò che avrei voluto fare da grande. Chiesi ai miei genitori di cambiare indirizzo, la risposta fu un secco NO. In terza superiore firmai, all’insaputa dei miei genitori, i documenti per il cambio d’indirizzo. Mio padre non mi parlò per settimane.

Mi diplomai, con i complimenti di professori,  genitori e del commissario esterno che mi strinse la mano per la prima prova d’italiano.

Iniziai da subito a lavorare con dedizione  frequentando  corsi serali di specializzazione. Divenni una segretaria amministrativa prima, un’amministratrice condominiale durante ed una responsabile d’ufficio dopo.

A 25 anni, persi mio padre, all’improvviso. Da quel giorno nulla fu come prima. Conobbi la vita, quella vera ed il valore del tempo. Assaporai l’amarezza del vuoto capendo la fortuna dell’avere e del possedere. Ribaltai la clessidra del mio tempo, in quel momento, ricominciai da me, ancora una volta.  

Scelsi la famiglia alla carriera, la libertà d’essere senza la paura del dover essere.  Iniziai ad ascoltare, a rallentare, ad ascoltarmi, a vivermi.

Scelsi il sorriso alle lacrime, l’ottimismo al pessimismo, la grinta al vittimismo. Amo il rispetto,  lo pretendo, senza alcuna eccezione o interpretazione. E’ un dare per avere, sempre e comunque, non ci sono compromessi.

Ho imparato a credere e ad andare avanti con convinta prepotenza. Non ascolto, non mi volto, guardo semplicemente avanti continuando a farlo.

Ebbi la fortuna di conoscere la violenza mentale sul lavoro, si violenza, e si, fortuna. Perché quella violenza anziché subirla la studiai, la presi per mano, la feci mia. Con il tempo divenne la mia forza, imparai tanto.

Quella fu l’ultima esperienza come dipendente. Divenni disoccupata prima, imprenditrice poi.

Amo l’ironia intelligente, quella sincera, delicata non provocatrice.

Spesso criticata per il mio “saper sorridere nonostante tutto”.

Semplicemente ho scelto e preteso di essere parte attiva nella mia vita, del resto per le lacrime c’è sempre stata l’intimità della notte.

Appassionata da sempre delle scelte, quelle importanti, delle situazioni difficili che, paradossalmente, hanno sempre tirato fuori il meglio di me, l’equilibrio, d’altronde, è una mera illusione.

Amo andare controcorrente, sbattere la testa e farmi male. Ho bisogno di crescere e per crescere ho bisogno di cadere e imparare, sempre.

Arrogantemente sincera per questo sono un’ottima amica, per poche.

Coraggiosa, si perché per vivere ed essere felici ci vuole coraggio, coraggio di essere felici, di essere liberi, di scegliere.

Questa sono io, una donna che un giorno, di tanti anni fa, prese in mano  la penna ed iniziò a scrivere la sua storia con ostinata libertà.