A Caccia di Creatività

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Si pensa, spesso, che la creatività sia qualcosa d’innato. O ce l’hai o non ne l’hai.

La creatività, in realtà, è un processo di consapevolezza, di crescita, di rielaborazione dei dati.

La creatività è abitudine all’esercizio di pensiero, di riflessione, di allenamento manuale. Alimentata poi dal coraggio, dal senso di sfida e dalla capacità di vedere al di là del confine, ipotizzando qualcosa che forse non c’è ma che è bello poter immaginare.

La creatività è libertà ma per poter essere liberi bisogna poter imparare a volare. Ha bisogno di essere costantemente alimentata, non ci si può aspettare che la creatività possa nascere in noi, ampliarsi ed essere trasmessa agli altri senza che non facciamo nulla.

Ad esempio, per essere un bravo fotografo non basta una bella foto, serve poter sentire l’emozione del fotografo attraverso il suo scatto. Un vero fotografo riesce a trasmetterti un nuovo punto di vista di uno scenario quotidiano che tu, sino a quel momento, hai dato per scontato generando l’entusiasmo visivo. Quella foto, creativa, non è frutto d’improvvisazione ma d’esercizio visivo prima, di studio durante e di pratica poi.

La creatività deve poter essere replicata, in alternativa si chiama: “Botta di … fortuna”

In un mondo frenetico come il nostro, soprattutto in questo periodo dove è totalmente inutile far programmi e organizzarsi, dove ogni attività professionale viene costantemente messa a dura prova, dove il nostro diritto alla libertà è stato in parte negato – provvisoriamente – e non ci è dato sapere quando e se ritorneremo liberi come prima, generare creatività e spensieratezza è ancor più difficile, sapete perché? perché tutto parte da qui, dalla nostra mente.

COSA OSTACOLA O AGEVOLA LA CREATIVITA’?

Il nostro umore, lo stato mentis è determinante per la nostra creatività.

Se ci sentiamo sereni e propensi al fantasticare più probabilmente ci verranno idee creative.

Se ci sentiamo oppressi, malinconici, pessimisti verso il futuro, probabilmente ci verrà solo il desiderio di stare seduti sul divano aspettando l’illuminazione divina che ovviamente, non arriverà.

Certamente non basta essere di buon umore per essere creativi serve anche e soprattutto:

  1. Conoscenza
  2. Allenamento
  3. Capacità di rielaborazione

Insomma, non puoi proporre in chiave creativa ciò che non conosci. Ma di questo ne parleremo più avanti.

UNA DELLE COSE CHE POSSIAMO FARE PER ALIMENTARE LA NOSTRA CREATIVITà

E’ allenare la nostra mente al pensiero costruttivo, più che positivo, con costanza e determinazione.

Per essere costruttivi bisogna essere sul pezzo, e a volte, per essere sul pezzo, bisogna evadere dalla situazione che richiede la nostra concentrazione. Ci sono scrittori che per descrivere parti complesse del proprio libro iniziano la frase senza concluderla. Interrompono il processo di scrittura ed escono. Stanno a volte fuori per ore, si rilassano, si svagano. Al rientro riprendono la frase dal punto di rottura e riprendono a scrivere con una più ampia consapevolezza.

Siamo noi i responsabili di come “alimentiamo” la nostra mente e ogni quanto l’allimentiamo.  

Così, lavoro o non lavoro, almeno un giorno alla settimana è dedicato interamente allo svago emotivo e al rilassamento mentale. In questa giornata mi circondo delle cose e delle persone che più amo cercando di limitare il più possibile ogni distrazione fastidiosa che potrebbe alterare il mio stato di pace.

Osservo le piccole cose che di solito sfuggono al nostro sguardo, ascolto ogni movimento attorno a me, dal fruscio delle foglie al rumore delle ruote della bicicletta sull’asfalto. Mi circondo di colori e di emozioni.

Sorrido, gioco, mi diverto come fossi una bambina ritagliandomi spazi di riflessione, di ascolto e lettura.

Allena la tua mente allo svago semplice lontano da tecnologie e social media – stacca la connessione e rimpara a vivere la vita reale, impara ad ascoltare i rumori che non siano quelli di notifica del tuo cellulare. Impara a svagarti come metodo di riflessione facendo in modoche la vita reale sia la tua prima opera di creatività.

Sania

COME CONFEZIONARE LE BOMBONIERE

Come confezionare le bomboniere, o meglio i confetti. Chi può farlo e chi no, ma soprattutto, come farlo?

Vediamo insieme iniziando a capire chi può confezionare i confetti.

Negli ultimi anni molte persone si sono “improvvisate” nella realizzazione di bomboniere ma soprattutto nel loro confezionamento che a oggi richiede  il rispetto di diverse norme di legge soprattutto in campo alimentare.

Pochi sanno infatti che per la somministrazione e la manipolazione di alimenti di qualsiasi tipo, compresi i confetti,  richiede il possesso di autorizzazioni e licenze specifiche.

Infatti, tutti i professioni che realizzando bomboniere occupandosi anche del loro confezionamento, devono essere in possesso di regolare attestato HACCP.

Che cos’è l’HACCP e a cosa serve

  “L’HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) è un sistema di controllo della produzione degli alimenti che ha come scopo la garanzia della sicurezza igienica e quindi della commestibilità di un alimento.

Il metodo deve essere applicato da tutti gli esercizi di ristorazione e comunque da tutte le attività che effettuano la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione al consumatore.”

Il confetto è un alimento a tutti gli effetti e deve essere trattato come tale, manipolato quindi solo ed esclusivamente da professionisti in possesso della licenza alimentare richiesta.

Ora che sappiamo che i confetti devono essere manipolati solo ed esclusivamente da chi è in possesso della licenza alimentare  i confetti, come devono essere confezionati?

Come devono essere confezionati i confetti?

MATERIALI NON IDONEI

I confetti, essendo un alimento, possono essere messi a contatto, contenuti o avvolti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE  in appositi materiali per alimenti che riportino la seguente immagine

Tulle, organza, carta velina, carta da pacco, stoffe, sono tutti materiali non alimentari ma decorativi  pertanto non possono essere messi a contatto diretto con i confetti e/o con qualsiasi altro alimento.

Infatti spesso questo tipo di materiali, come ad esempio tulle ed organza, riportano sulla confezione la dicitura ” a solo uso decorativo” , togliendo quindi ogni dubbio in merito al suo corretto utilizzo.  

Pensiamo al tulle, sicuramente molto scenografico ma la sua composizione è di un tessuto leggerissimo a maglie molto larghe dalle quali penetra ogni tipo di sostanza sottoponendo così a rischio di contaminazione il prodotto alimentare al suo interno.

Qui a voi la scelta se avere un prodotto solo scenografico ma potenzialmente “tossico” o un prodotto scenografico e sicuro dal punto di vista igienico alimentare. 

MATERIALI IDONEI

I confetti quindi, per ovviare a qualsiasi tipo di problema di un’eventuale contaminazione, devono poter essere confezionati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE in bustine trasparenti e/o in qualsiasi altro materiale riportante il simbolo (bicchiere e forchetta), e solo dopo avvolti in tulle, organza, carta velina colorata, sacchettini in stoffa e quant’altro.

In conclusione:

1. affidatevi a professionisti del settore in possesso dei requisiti di legge (commerciali e alimentari) e che vi offrano confetti custoditi in appositi sacchettini alimentari per tutelare la vostra salute e quella dei vostri invitati;

2. la bellezza scenografica di alcune bomboniere non giustifica la mancanza di attenzione alle norme igieniche;

3.   Scegli il valore del servizio offerto, non il prezzo.

Spero che questo articolo ti possa essere stato di aiuto, se vorrai potrai visionare anche il mio video su Youtube al seguente link: (prossimamente disponibile)

Sania

TORNEREMO A VOLARE

Desidero iniziare il 2021 così, con il desiderio che mi ha accompagnato per tutta la seconda metà del 2020. Molte di voi già lo sanno, all’interno di ogni pacchetto contenente le mascherine c’era una farfalla in origami, su un’ala un bigliettino con una semplice frase: “torneremo a volare”.

Certo, vendere è importante, comunicare però lo è molto di più.

 Dietro ad ogni progetto che potrebbe sembrare “scontato” in realtà, a volte, c’è il desiderio di trasmettere un’alternativa, una speranza .

Trovarsi in lockdown da un giorno all’altro senza più certezze, prospettive, piani non è stata cosa semplice da digerire.

Ogni imprenditore/professionista si è dovuto “arrangiare” per ribaltare la propria attività in un’alternativa che, in quel momento, potesse dare da mangiare.

Le mascherine per molti hanno rappresentato l’opportunità di  “andare avanti” nonostante tutto.

Rispondere alle esigenze del mercato, rispettandone i criteri legali/morali, non è sciacallaggio ma mente imprenditoriale.

Produrre, vendere ciò che il mercato in quel momento chiede rappresenta un bene per chi riceve ed un valore per chi offre.

Nessun imprenditore ha mai venduto per se stesso.

La grande differenza  nel produrre e vendere le mascherine l’ha fatta il modo in cui si è venduto . Una sottile differenza ancora oggi poco percettibile, forse perché poco raccontata.

Quando la mia attività si è ritrovata in una fase di stallo, vedere esclusivamente bomboniere è stato il mio errore imprenditoriale più grande, mi ritrovai a condividere sul mio canale YouTube tutorial di cucito creativo, del resto se in quel momento non potevo vendere almeno potevo raccontare parte del mio mondo.

L’impossibilità di riuscire a reperire mascherine ed avere sotto mano cotoni di alta qualità mi ha spinto a realizzare mascherine esclusivamente per la mia famiglia condividendo poi il tutorial su YouTube per poter “aiutare” tutte le piccole artigiane e hobbiste a realizzarne di proprie, aiutando a loro volta, altre persone. Trovi il tutorial mascherine qui (clicca sul link) https://www.youtube.com/watch?v=L5rZ7XLraws&t=293s

Contro ogni mia previsione hanno iniziato ad arrivare ordini per un “prodotto” che di fatto non avevo proposto ma solo cercato di insegnare.

Così, iniziai a produrre, come se non ci fosse un domani , mascherine in puro cotone sempre più curate nel design, nella praticità, nella ricerca (per quanto mi fosse possibile) nella loro prevenzione contro il covid-19.

Qui trovi tutti i dettagli sul prodotto (clicca sul link) https://www.buttonsandlove.it/mascherine/

Mi promisi di non “mangiarci sopra”, stabilendo così un valore (non un prezzo) simbolico per coprire i costi della manifattura artigianale, dei  materiali di qualità impiegati, della cura del  confezionamento e della ricerca tecnica del design.

Desideravo rispondere ad una richiesta, proponendo un’alternativa che potesse, nel suo piccolo, rendere più colorato un obbligo che da lì in avanti avrebbe cambiato le vite di ciascuno di noi.

Da qui il desiderio di poter donare a ciascuna persona , che in un certo senso mi chiedeva “aiuto, ”  il mio augurio di “tornare a volare” .

Perché prima o poi torneremo a volare, più in alto di prima.

L’artigiano crea e produce sogni, proponendo alternative all’ovvio.

Sania